Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/04/17 Data: giovedì 17 aprile 2003 7.38 DA OGGI IN RADIO IL SINGOLO "SONO IO" DAL NUOVO CD CHE USCIRÀ A FINE MAGGIO. E POI "REQUIEM", IL BRANO DEDICATO ALLA PACE BAGLIONI: HO I CAPELLI BIANCHI E SUONO FORTE PER FERMARE LA MORTE PARTIRÀ A GIUGNO IL TOUR NEGLI STADI CON UN´ORCHESTRA E GLI ARTISTI DI STRADA "HO RIPRESO LA PAROLA AMORE: ERA DIVENTATA IL NEMICO, MA OGGI NE SENTO IL BISOGNO" GINO CASTALDO ROMA - Di nuovo tra noi. A fine maggio uscirà il nuovo album di Claudio Baglioni, e ne abbiamo avuto un assaggio con il singolo Sono io (da oggi nella radio) e col pezzo Requiem, una dolente elaborazione sinfonica sul tema della pace. Ma già nei giorni scorsi, ad annunciare i concerti di giugno negli stadi, ci avevano pensato dei grandi manifesti che avevano indotto qualcuno a pensare a un imbarazzante nuovo look. Baglioni, togliamoci subito di mezzo la questione. Cosa è successo? Qualcuno ha frainteso?«Ero sepolto in studio, ma ho avuto la percezione che fosse partito una specie di pettegolezzo da fan su un presunto cambiamento del look in biondo platino, per non parlare di varie operazioni plastico-chirurgiche. Lì per lì mi sono divertito poi mi sono un po´ seccato, perché sebbene sia costumanza degli uomini di spettacolo tingersi per mantenere l´immagine giovanile, sono uno dei pochi che ha rinunciato a questo decoro. Nei manifesti c´era una foto scattata con un riflettore giallo che, com´è ovvio, sul bianco dei capelli - perché ribadisco: i miei capelli sono bianchi - poteva ingannare. Nel dubbio ho emanato un decreto, come i dittatori, per cui nei prossimi concerti ho fatto eliminare tutte le gelatine gialle».Torniamo alle cose più serie. I due brani ascoltati sono diversissimi tra loro...«È il risultato di nove mesi di lavorazione, molti per qualcuno, ma per me pochissimi, in cui mi sono allontanato dalle esasperate ricerche di linguaggio e di sonorità. Qui l´unica ricerca è su di me, come autore di canzoni, e sui 35 anni passati a fare questo mestiere, ho pensato che il sistema canzone doveva essere snellito, avvicinato più al cuore che alla mente».È anche riuscito a riaffrontare la parola amore. Cos´era successo, non ci riusciva più?«Era diventato il nemico, la parola da cui fuggire, era come una gabbia, ma ora avevo bisogno di amore, alla lettera, di dirlo, di raccontarlo, come se per un po´ me ne fossi dimenticato, è come una lettera scritta a molte persone a cui non lo dicevo da tempo. Ci sono quattro o cinque canzoni d´amore, anche leggere. E perfino alcuni elementi vintage, come se fosse un´antologia d´inediti».Non per sminuire la scelta, ma non le sembra che stia accadendo anche ad altri?«È un´esigenza diffusa, il riconoscersi nei momenti di cupezza, per quanto è possibile nella piccola arte della canzone, che non deve cercare la verità, ma inventarla. Requiem è un discorso a parte, ma è in tema perché è un atto d´amore e di partecipazione, un pezzo concepito una sera che suonavo con l´orchestra al Petruzzelli, era l´Epifania, c´erano i musicisti coi cappotti, il teatro che sembrava bombardato, ho pensato che l´umanità fosse un´orchestra a cui mancava qualche suono, qualcuno non suona più o suona troppo piano... Non siamo riusciti fermare la morte, almeno cerchiamo di suonare più forte».Tutto questo sembra stonare con i proclami di grandiosità annunciati per il tour... «È che lo spazio è un forte condizionamento. Questa volta ho scelto gli stadi, e bisogna arrivare anche agli occhi degli spettatori. Ci saranno i miei musicisti, più 42 persone d´orchestra, ma c´è anche un elemento innovativo. In ogni città ci saranno artisti semiprofessionisti in grado di rappresentare l´arte di strada, così ogni concerto avrà una singolarità, ci sarà un happening dentro il concerto, sarà come un magma che dovrà essere concertato, e ogni concerto sarà diversissimo dall´altro». Fonte: "La Repubblica" ...................................................................... INTERVISTA IL CANTAUTORE ROMANO ANTICIPA NOTIZIE SUL SUO PROSSIMO DISCO E IL TOUR ATTESO A PADOVA IN MAGGIO BAGLIONI TORNA A CANTARE L'AMORE SEMPLICE OGGI IN RADIO IL NUOVO SINGOLO "SONO IO", PRECEDUTO SU INTERNET DA UN "REQUIEM" SULLA GUERRA Milano NOSTRO INVIATO Claudio Baglioni torna a coniugare cuore e amore, a modo suo naturalmente, e con i suoi tempi. Chiuso da settimane in uno studio milanese sui Navigli, il cantautore romano affiderà oggi alle radio l'anteprima del suo nuovo album atteso per metà maggio. Tanto per rassicurare i fan disperati dopo la comparsa dei manifesti che annunciano il prossimo megatour di giugno chiariamo subito che il loro beniamino non si è tinto i capelli di biondo e che la sua pettinatura è scarmigliata ma simile a sempre. «Ormai su di me ne leggo e ne sento di tutti i colori - commenta sardonico - come la storia dei miei lifting, uno, due, e i vari titoli del mio nuovo album che non si chiamerà "Io". In realtà l'unico lifting l'ho fatto anni fa stirandomi la faccia contro il muro del palazzo delle sorelle Fendi. So che poi chi ha comprato il rottame della mia Porsche - che fra l'altro avevo già venduto - l'ha rimessa a nuovo e venduta a un amatore come "la macchina su cui Baglioni ha fatto l'incidente"». E il titolo del disco? «Era un gioco pubblicitario - spiega Rossella Barattolo, da anni compagna di Claudio - con un primo manifesto dove non c'era scritto altro che "Io Io" e in un secondo tempo il poster completo con la scritta ClaudIO BaglIOni che annuncia il tour». «Il fatto è che come si chiamerà il nuovo disco non l'ho ancora deciso. Anche perchè - ride - non l'ho ancora finito. Il bello della tecnologia di oggi è che ti consente di rifare e ritoccare tutto fino all'ultimo minuto, ed è quello che sto facendo. Ho deciso di ricominciare da me, cantando semplicemente e facendo un bilancio di 35 anni di musica. Ci sono canzoni come "Domani", "Bolero un po' di più", "Per incanto per amore" che ho tratto dall'armonia di una famosa cantata di Bach e "Loro sono là" storia di guerra, scritta prima del conflitto nei Balcani, che racconta di un amore fra una ragazza di un paese occupato e un "occupatore". E altre che scopriremo fra un paio di settimane. È il disco più veloce che abbia fatto da anni. Ne avevo bisogno dopo aver chiuso con "Viaggiatore", molto filosofico, la trilogia iniziata con "Oltre". Qui parlo di amore, felice, maturo, consapevole, tragico, parlo di guerra, di assenza di guide, dell'assenza del padre». Due assaggi sono comunque già pronti. Il primo è "Sono io", brano di apertura dell'album, che sarà dato oggi in anteprima alle radio. Il secondo è "Requiem", canzone sinfonica contro la guerra che qualche fortunato ha già ascoltato grazie a Internet. «L'avevo messa da scaricare liberamente da internet sabato scorso come omaggio alla giornata pacifista. Non ho detto niente a nessuno, eppure si sono collegati il 37mila. È incredibile. Sto pensando di rimetterla in rete il giorno di Pasqua». I fan sono avvisati. "Requiem" è un'inquietante canzone sinfonica che si apre con echi di tamburi lontani come esplosioni e cresce strofa dopo strofa mentre l'orchestra trova l'accordo. "Lassù cantano le colombe della guerra mentre quaggiù urlano ai crcevia le trombe. Tutti a terra giù": «È un'idea che mi era venuta in mente prima degli ultimi sviluppi bellici. Ero al Petruzzelli di Bari, fra le macerie, per un concerto il 5 gennaio con l'Orchestra del teatro bruciato e faceva un freddo cane. Guardando i musicisti che cercavano di suonare con le mani gelate, fra le macerie, mi sono venute in mente altre macerie e l'idea di giocare con la metafora dell'umanità come un'orchestra in cui molti dimenticano di suonare il proprio strumento che poi è il pensiero, l'opinione, e che in un teatro assediato, un modo di contrastare la guerra è una chiamata agli strumenti, e se l'orchestra non può fermare la morte almeno può suonare più forte, superare il rumore dei cannoni». È una metafora un po' felliniana che comunque rientra nell'idea che fa da filo conduttore al prossimo album, e che è espressa in "Sono io". Ballata rock dal ritmo popolaresco, autobiografica, tiria le somme della propria vita rivolgendosi alla donna a cui ha preso male e bene, al figlio a cui non ha datto tutto, a se stesso "un po' più vecchio ad ogni inverno, tutta una vita in gioco per quattro spiccioli di eterno", per poi rivelarsi come "l'uomo della storia accanto". «L'io di cui parlo è il contrario dell'ego. È dare valore a ogni singolo "io" alle individualità, alle ricerche personali, fino a scopirire che Io è Noi e viceversa». Io-Noi è un concetto e anche un palindromo. Ma Baglioni questa volta ha cercato di giocare meno con le parole per ritrovare un modo veloce e diretto di raccontare le sue cose. Il disco - spiega - è una raccolta di canzoni diverse, ciascuna con una sua autonomia: «Dovrebbero essere 12, penso 13. stiamo rifinendole in questi giorni. E c'è una grande varietà musicale». E sul concetto di varietà individuale in un mondo unico si svilupperà anche il concerto del tour che partirà il 14 giugno dallo stadio del Conero di Ancona, con tappa il 23 a Padova. Palco centrale, quaranta musicisti per un totale di settanta, ottanta persone in scena e tutt'attorno un continuo divenire di azioni, persone, danze, suoni, movimenti a creare i tanti quadri contemporanei della vita nel mondo, usando la musica di Baglioni come una colonna sonora: «Luca Tomassini e Pepi Morgia stanno curando questa parte scenografico-coreografica selezionando gruppi di performer, danzatori, acrobati, etnomusicisti, atleti, gruppi circensi e altro. L'idea è quella di coinvolgere gruppi e situazioni differenti in ogni piazza che toccheremo, coinvolgendo scuole di danza, istituti artistici, professionisti e semi professionisti. Ogni sera quindi lo spettacolo sarà necessariamente unico e diverso, a parte il 50/60 per cento di musica e cose che porteremo noi. Mi piace quest'idea dell'insieme collettivo di diverse individualità, perchè il destino del mondo si giocherà su questo». In tempi lontani hai recuperato in "Ninna nanna nanna ninna" i versi antibellici di Trilussa. Di quello che sta succedendo oggi cosa pensi? «Che è stata una occasione mancata per il mondo che si va a costruire. Umiliante per la predeterminazione con cui ci si è arrivati. La guerra è stata brutta come tutte. Insopportabile soprattutto la cappa asfissiante della sua preparazione, della sua "inevitabilità". Ti senti un nulla, impotente. Per questo quando vedo le bandiere che si alzano a protestare mi commuovo perchè vedo che qualcuno ha fatto qualcosa, che la partecipazione dei singoli è ancora una realtà. La verità nasce dal basso e sento molto oggi questo senso di patria mondiale, di un prossimo che non è solo chi è vicino ma anche chi arriverà da lontano. È il senso del "ragazzo della storia accanto" che è in questo lavoro». Giò Alajmo Fonte: "Il Gazzettino" ...................................................................... Baglioni, uno show dal «Conero» ANCONA - Mancano meno di due settimane all'ennesimo grande evento per Ancona. Sabato 14 giugno Claudio Baglioni presenterà il suo nuovo spettacolo in anteprima nazionale. Non a caso abbiamo usato il termine «spettacolo», perchè quello del cantautore romano non sarà un semplice concerto, ma un vero e proprio show, con un'orchestra composta da quarantadue elementi, ballerini e «performers» provenienti da varie accademie di Belle arti, ed un grande spazio scenico, che trasformerà l'intero stadio in un enorme palcoscenico, che darà l'idea al pubblico di un set cinematografico. Ieri, a Milano, Baglioni nel corso di una conferenza stampa ha presentato il suo nuovo singolo «Sono io» e soprattutto il nuovo tour, che partirà proprio dalla nosra città. Cresce dunque l'attesa tra i tantissimi fans che Baglioni ha dalle nostre parti. E nonostante manchi quasi mezzo mese, è prevedibile che i biglietti per assistere al concerto andranno a ruba fin da subito. I biglietti sono già in vendita presso il T.box (via Cameranense, presso il PalaRossini; telefono 071/2901224 e fax 071/2908936 esclusivamente nei giorni feriali dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 15.30 alle 19.30), e in numerose prevendite sparse sul territorio. Questi sono i prezzi dei biglietti: tribuna coperta numerata 46,00 euro; curve, gradinate e distinti 28,80 euro. Il concerto di Baglioni è promosso dal Comune di Ancona in collaborazione con le società Anno Zero e Capitanicoraggiosi. Fonte: "Il Resto del Carlino" ...................................................................... MUSICA. DAL 23 MAGGIO IL NUOVO ALBUM DEL CANTAUTORE, TITOLO ANCORA SEGRETO TREDICI VOGLIE D'AMORE BAGLIONI, UN RITORNO ALLA SEMPLICITÀ DELLE ORIGINI Un ritorno alla semplicità delle origini, con tredici nuove canzoni d'amore che spaziano da serenate leggerissime a brani in cui è forte l'eco della guerra. Con queste premesse Claudio Baglioni torna con il suo nuovo album, dal titolo top secret, in uscita il 23 maggio. Da oggi nelle radio Sono io, prima traccia del cd, da cui prenderà le mosse un tour dall'allestimento colossale in sette stadi. «L'ansia del finale, del distacco dal disco mi colpisce ogni volta, oggi come 35 anni fa», spiega il cantautore romano, che ha realizzato un album, ancora in lavorazione, «vero, nei testi e nella musica, senza trucchi e con pochissima elettronica». Dopo la trilogia di dischi di ricerca, partita tredici anni anni fa con il doppio cd Oltre, continuata con Io sono qui e conclusa nel novembre '99 con Viaggiatore sulla coda del tempo, Baglioni torna alla freschezza delle origini con canzoni dai testi semplici, diretti, come nel suo stile degli anni '70, per assecondare - dice - «il rinnovato bisogno di genuinità, di verità, per far parlare il cuore più che la mente». L'amore a 360 gradi, individuale ma anche universale, gira intorno all'io. «Un io inteso come una storia, che vive accanto a tante altre storie, che dobbiamo fare incrociare di più», dice. Chiuso il ciclo dei "concept album", un disco che racchiude tredici piccoli mondi compiuti, «tredici voglie d'amore: amore per le persone, per il mondo e per le persone del mondo». Requiem e Per incanto e per amore sono due dei brani suggeriti dal bisogno di pace e di solidarietà. Così l'autore racconta ciò che lo ha spinto ad inserire nel disco una canzone come Requiem, contro ogni guerra. Partendo dal presupposto che l'umanità è una grande orchestra, «quando qualcuno smette di suonare il suo strumento, smette di far sentire la sua presenza, la sua voce, la sua opinione. Così altri strumenti prendono il sopravvento e sono spesso quelli dai suoni brutti. Finiscono per dominare la disarmonia, la bruttezza, la violenza, la guerra e la morte. È lì che il musicista ha la possibilità, o meglio la responsabilità, di ricominciare a suonare, a dire la sua. Anche se cosìnon può arrestare completamente la morte, puòsuonare più forte di lei». Più che di un nuovo corso, occorre parlare di un' evoluzione dell'impegno del passato di canzoni come Ninna nanna di guerra, Pace e Loro sono là», candidate infatti a fare il loro ingresso in scaletta nei concerti estivi negli stadi (il 14 giugno ad Ancona, il 19 a Milano, il 23 a Padova, il 27 a Firenze e, a luglio, il primo a Roma, il 5 a Napoli e il 12 a Catania). Ci saranno alcune canzoni nuove (non tutte) e anche alcuni dei piùgrandi successi, ultimamente relegati in sintesi nel medley. Per il live Baglioni annuncia un allestimento veramente imponente, con una scena che occuperà l'intero spazio del campo di calcio: 70-80 presenze fisse (la sua band orfana del tastierista Danilo Rea, una sezione orchestrale di 42 elementi, e il corpo di ballo del coreografo Luca Tommassini) e centinaia di ospiti, integrati nello spettacolo con modalità sempre nuove e reclutati di volta in volta con casting locali fra danzatori, atleti e artisti di strada. «Da un magma iniziale - spiega Baglioni - prenderà forma il concerto, che durerà circa tre ore. Anche la scena cambierà nel corso delle serate, con il contributo di allievi delle accademie e di giovani esperti di arti figurative che hanno aderito con entusiasmo al progetto. Diciamo che alla fine le canzoni faranno quasi da colonna sonora - conclude - a tutto ciò che avviene sulla scena»: in sintesi l'esatto contrario di quanto accadeva nell'ultimo giro di concerti InCanto, tra pianoforte e voce. Fonte: "L'Unione Sarda" ...................................................................... PARLA IL MUSICISTA CHE STA PER PUBBLICARE IL SUO NUOVO ALBUM BAGLIONI: «RICOMINCIO DA ME, MI FOTOGRAFO» HA RIPRESO L'UNIVERSITÀ: ANCORA UN PAIO DI ESAMI, E SARÀ ARCHITETTO UNO DEI BRANI INEDITI SI INTITOLA «REQUIEM»: «NON È UN PEZZO CONTRO LA GUERRA, MA SULLA FIEREZZA DI ESSERE UOMO E MUSICISTA» inviata a MILANO La buona notizia (per lui) è che Claudio Baglioni ha ripreso l'Università: ancora un paio di esami e in autunno avremo un nuovo architetto. L'altra buona notizia (per i fans) è che Baglioni si appresta a dare alla luce un nuovo e come sempre soffertissimo album di inediti, di cui non rivela né la data di uscita («sarà in maggio, ma non certo il 16 perche è il giorno del mio compleanno») né tanto meno il titolo (secondo il suo ufficio stampa, non lo sa ancora neanche lui). Però da oggi comincia, in radio, la liturgia promozionale: il singolo si chiama «Sono io», è una ballad un po' acustica un po' elettronica un po' folk, che dice: «Io a una donna/Ho dato e preso il male e il bene...Io ad un figlio/Ho dato un po' di casa e il nome...chiedo il perdono/se non so chi sono io...». Insomma, un autoritratto dubbioso che però rivendica orgogliosamente: «Sono un po' di storia anch'io». La voce è sempre quella che ha attirato tante passioni in tantissimi anni di militanza musicale (lui dice addirittura 35): chiara, forte, piena, popolare anzi quasi popolaresca. Tutt'altra aria si respira nel «Requiem» che chiuderà i tredici brani in scaletta: un pezzo quasi classico, contro qualunque guerra, magnificamente suonato dalla London Session Orchestra, il ramo pop della London Symphony. Alla vigilia dei suoi primi magnifici 52 anni, Baglioni è sempre un bel tipo, smilzo e vivace, capelli sale e pepe, occhi inquieti, tutto vestito di nero (anche la sua compagna Stefania Barattolo: una coppia dark..). Pronto a prendersi in giro sulle leggendarie ansie da vigilia di disco. Completata la triade cominciata con «Oltre» e finita con «Il viaggiatore», com'è questo nuovo ciclo di lavoro? «Voglio inaugurare un nuovo corso che comunichi la mia voglia di immediatezza. Questo che deve uscire è un disco fatto a mano, molto suonato, a più voci e generi: come un'antologia di inediti. Prima guardavo fuori, ora guardo dentro. Ricomincio da me, perché m'importa trovare una mia fotografia. Già "Sono io" è una confessione, la sensazione di una storia accanto alle altre. Ma tutto il disco è contro le maggioranze, sempre scambiate per quelle che detengono la ragione». Il «Requiem» è stato pensato durante la guerra? «Macché. L'ho scritto un annetto fa, una sera al rudere del Petruzzelli a Bari, con un freddo cane, gli orchestrali con il cappotto. E' un brano di struttura operistica, dove dico che l'Umanità potrebbe essere come una grande orchestra nella quale poco a poco gli strumentisti smettono di suonare e man mano che smettono avanzano guerre e malattie. Ho messo le percussioni sulla mitraglia, gli archi sui lamenti... non è un pezzo contro la guerra ma sulla fierezza di essere uomo e musicista. Perchè il fatto che la musica non muoia dà una solidità diversa». Ma lei ha appeso al suo balcone la bandiera della pace? «No, però ho messo in rete il "Requiem". E quando vedo quelle bandiere appese mi commuovo, trovo orrido deridere il pacifismo. E poi, come le dicevo, non mi piace questa regola che la maggioranza ha sempre ragione». Il suo disco comincia con l'autoritratto e finisce con il Requiem. In mezzo, che cosa c'è? «E' un disco verso l'amore, non dato e da dare, alle persone del mondo. Ho scritto troppe canzoni d'amore e a lungo mi hanno dato imbarazzo, ma qui ce ne sono due o tre leggere, impalpabili; e c'è anche l'amore verso il mondo. E c'è un percorso sul bisogno di una guida, sul proprio ruolo nella vita, sul bisogno di comunanza: trovo che "ama il prossimo tuo come te stesso" sia la frase più rivoluzionaria. Bisognerebbe aumentare le telefonate di amicizia e di amore, di questi tempi: pensavamo al Duemila come a un faro, ora invece non sappiamo più neanche dove andremo a finire». Lei ha finito l'ultimo tour poco tempo fa, e dal 14 giugno ne inizia un altro, da Ancona. Perché non si ferma mai? «L'età avanza e resta sempre meno tempo. In quanto al prossimo tour, torno negli stadi con la consapevolezza che debbo mettere l'asticella più in alto. Ci sarà una collaborazione per performances con artisti di strada, diversi per ogni città, arriveremo ad essere in mille in scena, anche grazie a una collaborazione con le Accademie di Belle Arti». La tesi di laurea? «E' sul riutilizzo delle zone degradate per intrattenimento. Mi laureo in autunno». Fonte: "La Stampa" ...................................................................... PREMIO RECANATI, PER DIRE LUNGA VITA ALLA MUSICA D'AUTORE LA RASSEGNA MARCHIGIANA LODATA DA CLAUDIO BAGLIONI ANCHE QUEST'ANNO PREMIERÀ GLI AUTORI DI TALENTO. NEL COMITATO ARTISTICO MAX GAZZÈ, GINO PAOLI, VASCO E I SUBSONICA. DIRETTA SU RAIUNO IL 10 MAGGIO. ROMA - La canzone d'autore non è morta, anzi, è viva e vegeta. Parola degli organizzatori del Premio Recanati, la rassegna che ogni anno scopre il meglio della musica d'autore. La XIV edizione, in programma l'8, 9 e il 10 maggio nella cittadina marchigiana, sarà trasmessa in diretta su Radio1. Per il terzo anno consecutivo le tre serate saranno condotte da Massimo Cotto e da un'altra "prestigiosa presenza". Bocche cucite, oggi alla presentazione nella sede Rai di Via Asiago. Ma, secondo indiscrezioni, in pole position ci sarebbero l'attrice Vanessa Incontrada e la regina dello show-tv nazional-popolare, Raffaella Carrà. Uno dei maggiori sostenitori del Premio Recanati è Claudio Baglioni che, alla vigilia del lancio del suo nuovo singolo, ha lodato la manifestazione marchigiana. "Non so se sia per il fatto che sono ormai un veterano tra i sostenitori, ma credo davvero che questa rassegna rappresenti un'isola felice e un punto di riferimento irrinunciabile, sia per chi fa che per chi ascolta musica. In un momento nel quale è particolarmente forte la crisi del sistema musica, Recanati è come un porto riparato, un approdo sicuro nel quale si incontrano anime che vibrano ancora per la comune febbre di musica e che mettono la loro sensibilità al servizio di quella di tutti". Per Baglioni la manifestazione costituisce "uno dei rarissimi momenti nei quali, più che dare, si riceve in dote qualcosa. Una sorta di trasfusione al contrario che, attraverso parole e note nuove, trasferisce nuove energie, nuove motivazioni e, perché no, nuove domande alle quali provare a dare piccole risposte. Ed è bello - aggiunge - sapere che questo tendere non si è esaurito e non si esaurirà". Il primo premio (una borsa di studio di 20 mila euro) sarà assegnato dal pubblico di Recanati, dal voto telefonico dei radioascoltatori e dalle indicazioni di una giuria di giornalisti presenti in sala. Il comitato artistico del Premio Recanati è composto da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Carmen Consoli, Cristina Donà, Max Gazzé, Jolanda Insana, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gianna Nannini, Gino Paoli, Piero Pelù, Fernanda Pivano, Vasco Rossi e Subsonica. Fonte: "Il Nuovo" ...................................................................... IN USCITA IL NUOVO ALBUM DEL CANTAUTORE BAGLIONI: "CANTO GUERRA E AMORI" Roma. Un ritorno alla semplicità delle origini, con tredici nuove canzoni d'amore che spaziano da serenate leggerissime a brani in cui è forte l'eco della guerra. Con queste premesse Claudio Baglioni torna con il suo nuovo album, dal titolo top secret, in uscita il 23 maggio. Da domani nelle radio Sono io, prima traccia del cd, da cui prende le mosse un tour dall'allestimento colossale in sette stadi. «L'ansia del finale, del distacco dal disco mi colpisce ogni volta, oggi come 35 anni fa», spiega il cantautore romano, che ha realizzato un album, ancora in lavorazione, «vero, nei testi e nella musica, senza trucchi e con pochissima elettronica». Dopo la trilogia di dischi di ricerca, partita tredici anni anni fa col doppio cd Oltre, continuata con Io sono qui e conclusa nel novembre '99 con Viaggiatore sulla coda del tempo, Baglioni torna alla freschezza delle origini con canzoni dai testi semplici, diretti, come nel suo stile degli anni '70 «per assecondare il rinnovato bisogno di genuinità, di verità, per far parlare il cuore più che la mente». Fonte: "Libertà" ...................................................................... UNA PRIMA ANTICIPAZIONE DEL "ROMA LIVE CORNETTO" IN PROGRAMMA A GIUGNO E LUGLIO FRA LO STADIO OLIMPICO E IL CENTRALE DEL TENNIS BAGLIONI, COLDPLAY, AUDIOSLAVE ECCO LE STAR DEL FREE MUSIC FESTIVAL Di FELICE LIPERI Il pop romantico e struggente dei Coldplay, la veemente rilettura del grunge di Seattle nel rock degli Audioslave lanciano in orbita il cartellone del Roma Live Cornetto Free Music Festival 2003 in programma a giugno e luglio fra lo Stadio Olimpico e il Centrale del Tennis, prime entusiasmanti anticipazioni di un programma che si presenta di altissimo livello. A partire dall´accoppiata Deep Purple e Pretenders, il 3 giugno, che mette insieme due generazioni del rock attraverso l´esibizione di altrettanti monumenti della musica giovanile, da un lato la leggendaria epopea del progressive britannico anni ´70 con il gruppo di Jon Lord e Ritchie Blackmore, dall´altra quella del rock più intenso della scena new wave con la mitica band di Chrissie Hindie. Il programma prosegue con quelli che si annunciano come i due eventi rock delle stagione 2003: gli Audioslave, il 4 giugno, formazione che ha rilanciato il messaggio di Rage Against the Machine su un percorso nuovo, dopo l´uscita dal gruppo del carismatico Zack De La Rocha e l´arrivo al suo posto di Chris Cornell proveniente dai Soundgardern, gruppo di punta della scena di Seattle. Quindi il 23 giugno il grande ritorno dei Coldplay, protagonisti, lo scorso anno, della più entusiasmante performance dell´intero Cornetto Free Festival. Si prosegue il 24 con i King Crimson, un altro gruppo di culto del progressive-rock più sperimentale, le recenti uscite di Robert Fripp e soci hanno mostrato come a distanza di oltre trenta anni dall´esordio il "Re Cremisi" sia ancora in gran forma. L´epopea del revival progressive troverà pane per i denti più acuminati dei fans con i concertoni di due capisaldi del genere: gli Yes l´11 luglio e i Jethro Tull nella seconda metà di luglio. Ma gli eventi non finiscono qui, per il 14 luglio si annuncia uno degli appuntamenti di maggior richiamo dell´intera stagione con Robert Plant Strange Sensation che proporrà sulla scena romana una delle voci più entusiasmanti dell´intera storia del rock. Plant, come sanno bene gli appassionati, è stato la voce dei leggendari Led Zeppelin, uno di quei gruppi che con la loro musica hanno segnato indelebilmente la storia del rock. Gli orientamenti degli organizzatori non sono però solo verso la rilettura di pagine pur storiche del rock perché, oltre alle grandi realtà di Coldplay e Audioslave, e ad una superstar della fusion come George Benson (il 10 luglio), nella parte finale del mese sono previsti i concerti di due fra le voci più emozionanti delle scena del new rock anni ´90: Skin, ora in versione solista dopo l´esperienza Skunk Anansie, e il ritorno di Tricky protagonista di una delle performances più veementi della scorsa stagione invernale. In attesa di nuove anticipazioni dal cartellone 2003 del Roma Live Cornetto Free Music Festival, ancora da completare, possiamo aggiungere che la pattuglia delle superstar italiane è introdotta da Claudio Baglioni che sarà in concerto allo Stadio Olimpico il 1° luglio. Info 06-5922100 e on line su www.ticketone.it in particolare segnaliamo che è già aperta la prevendita del concerto dei Coldplay. Fonte: "La Repubblica" ...................................................................... LA STAR Milano. I capelli sono più lunghi, l'impressione è sempre di una nuvola nera che si muove leggera, perforata da uno sguardo intenso, velato, un po' miope. Claudio Baglioni è lì, lungo come Gary Cooper, con quel sorriso cortese che non ammette deroghe. Forse va meglio Clark Gable: era il re di Hollywood, anche se Hollywood era piena di re. Ma lui aveva fatto "Via col vento". Gli altri no. Baglioni è nel reticolo di viuzze che nascondono set per la moda, studi di registrazione, l'armamentario per sfilate e glamour che fanno dei Navigli una Chinatown lussuosa e rocambolesca dell'immagine. Sta ultimando il nuovo album, che oggi viene anticipato dalla pubblicazione del singolo "Sono io", e che dal 14 giugno, ad Ancona, finirà in un supershow con figuranti. SETTE MESI IN STUDIO «Sarò sinfonico e leggero insieme» Milano. Il nuovo album di Claudio Baglioni non ha ancora un titolo, ma ruoterà intorno al pronome personale "io". Intanto, il cantautore lo sta ultimando in uno studio con meraviglie tecnologiche e buon antiquariato. Baglioni, il suo disco è pronto? «Quasi. Comuqnue uscirà a metà maggio. Non il 16, perchéè il giorno del mio compleanno e non mi sembrava il caso. Con l'andare del tempo, l'unica vera angoscia non è il successo, ma completare le cose, un progetto. D'altra parte, uno vorrebbe essere infinito, ma non si può». E come lo definirebbe? «Un album al plurale, con tante facce e un certo imbarazzo da parte mia. Musicalmente, vado a cercare quello che ho fatto nei miei trentacinque anni di onorata carriera e cerco di ripensarlo oggi, con tutta la maturità ... LA SORPRESA Un requiem per noi stessi Milano«Non sembri una canzone scritta per la guerra, non sarei mai capace di approfittarne». Comincia con il rumore sordo dei cannoni, distanti, e finisce con il crepitio dei fucili mitragliatori, ma "Requiem" non ha nulla di retorico, anche se sarà una delle più discusse del nuovo album: «Noi siamo come un'orchestra, e quando in molti non suonano più, fanno sentire meno la propria presenza, il proprio cuore, allora c'è un rumore che prende il sopravvento: si chiama guerra e ingiustizia» spiega Baglioni. «Il mio invito è una chiamata agli strumenti in tutte le occasioni possibili. La musica non può debellare guasti e disastri, ma io canto: "non siamo riusciti a fermare la morte, ma almeno per un momento abbiamo suonato più forte di lei"». Nel nuovo album «parlo delle grandi ... LA STAMPA ...................................................................... CLAUDIO BAGLIONI. Oggi esce nelle radio il nuovo singolo «Sono io». Il 23 giugno in concerto all'Euganeo di Padova «E' il mio ritorno ai sentimenti» «Porterò allo stadio mille giovani artisti delle scuole di danza» Il cantautore romano racconta come è nato il suo prossimo album «Apro un nuovo ciclo per rivivere i miei 35 anni di onorata carriera» Un grande show di Paride Sannelli In un mondo di esistenze parallele, che spesso solo casualmente trovano il loro punto d'incontro, Claudio Baglioni cerca uno spazio tutto suo sussurrando all'orecchio delle anime sole «quello della storia accanto sono io». Avviene tra i solchi di Sono io, il singolo da oggi nelle radio ad assaggio del nuovo album, previsto per la fine di maggio, e del tour che vedrà il cantautore romano transitare a Padova il 23 giugno. «Un disco in cui ricomincio da me» spiega, anticipando spirito e contenuti di quello che sembra reclamare fin da ora un posto fra i suoi lavori più sentimentali. «C'è stato un periodo in cui ho guardato alla parola amore quasi con imbarazzo, limitandone al massimo l'utilizzo. Ora no, questo viaggio alla ricerca di un io che sappia prevalere sul noi mi ha spinto a fare un cd che trabocca di sentimento. Un lavoro con cui apro un nuovo ciclo. Non si tratta di una ripartenza quanto piuttosto di un arrivo, visto che attraversa di fatto tutti questi miei 35 anni di onorata carriera. Prova ne sia che ad inciderlo mi sono bastati 6-8 mesi contro i 2-3 anni degli altri». Requiem e Per incanto di un amore carezzano i sentimenti feriti dalla guerra. «L'idea di comporre un pezzo maestoso e ottocentesco come Requiem m'è venuta lo scorso anno durante il concerto barese nel cantiere del Petruzzelli. Faceva un freddo tremendo e, osservando i miei musicisti intirizziti, gli ho letto negli occhi la sofferenza che l'amore per questo mestiere riesce a far sopportare. Ho pensato che l'umanità, in fondo, è un'enorme orchestra che suona la partitura della vita; qualche strumento ogni tanto s'ammutolisce e al suo posto allora echeggiano sopraffazione e violenza. Così ho scritto frasi come "non siamo riuscito a fermare la morte, ma almeno per un momento abbiamo suonato più forte di lei". Per incanto e per amore, invece, è una specie di preghiera che parte da una cantata di Bach per coniugare musica occidentale e sonorità orientali. Credo che sulla questione irachena il mondo abbia perso ancora una volta l'occasione di darsi una direzione. C'è troppo individualismo e troppo poca individualità. Manca una guida. E il viaggio nella nuova era è ancora là da cominciare. Mi commuovo quando alzo gli occhi e vedo le bandiere della pace al balcone, ma, come diceva Gaber, libertà è partecipazione. Libertà è superare i problemi assieme. Noi invece siamo un popolo che non ama molto gli ostacoli, perchè preferisce sperare nei miracoli».L'album arriverà nei negozi alla vigilia del tour negli stadi che vedrà l'idolo di E tu debuttare il 14 giugno ad Ancona per poi proseguire il 19 a Milano, il 23 all'Euganeo di Padova, il 27 di Firenze, 5 luglio di Napoli e il 12 di Catania.«Mi piacerebbe fare i concerti nei campi che ci sono all'estero, dove non esistono recinzioni, fossati, ma in Italia questo abbiamo e con questo dobbiamo fare i conti», conclude. «Gli stadi sono grandi strutture in cui devi fare necessariamente qualcosa di grande; così ho pensato di far salire sulla nostra carovana 70-80 performers professionisti, cui affiancare in ogni città 700-1000 giovani artisti selezionati localmente dal coreografo Luca Tommassini e dal regista Pepi Morgia attingendo alle scuole di ballo e di recitazione. Anche dal punto di vista scenografico abbiamo intenzione di lavorare a stretto contatto con le accademie delle belle arti per costruire e decostruire alcune scene durante lo spettacolo rendendole i set di un immaginario film musicale. Un kolossal di quasi tre ore perchè la gente se l'aspetta e perché in certi contesti anche la durata diventa contenuto. In scena avrò un'orchestra di 42 elementi, oltre ad un gruppo di 6-7 vecchi compagni di strada come Paolo Gianolio alla chitarra, Paolo Costa al basso, Danilo Rea al piano. Gli stessi che suonano nel disco, assieme a qualche amico inglese come il batterista Gavin Harrison o l'ex bassista dei Simple Minds John Giblin». Il mattino di Padova - la nuova Venezia ...................................................................... *** Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .txt --------------------------------------------------------------------------------------- STUDIATE CON EASY, la divisione a basso costo di CEPU! Con una modalità di frequenza comoda e pratica, Easy si propone di avvicinare tutti gli studenti a una struttura collaudata come Cepu, per offrire loro un aiuto concreto ed efficace per le diverse esigenze formative. Con un metodo di studio personalizzato e flessibile sarà più facile prepararsi per: recuperare gli anni scolastici e conseguire il diploma (euro 180/mese), preparare gli esami universitari per arrivare alla laurea (euro 280/mese) e imparare in poco tempo l'inglese (euro 90/mese) e l'informatica (euro 90/mese). 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